I test per il QI non bastano: misuriamo “come” siamo intelligenti

Siamo certi che la nostra intelligenza possa essere misurata in altezza? Ken Robinson e la ricerca neurologica ci propongono di cambiare radicalmente paradigma.
Matteo Ferretti
5 Novembre 2020
News

Il libro “The Element”, scritto dal guru dell’educazione Ken Robinson e dallo scrittore Lou Aronica, è stato una pietra miliare per capovolgere e riformulare radicalmente il sistema scolastico mondiale.

Tale sistema – afferma Ken Robinson – privilegia competenze prevalentemente scientifiche a discapito di quelle artistiche: il risultato è che nelle università si vedono più ingegneri, fisici, matematici, medici, piuttosto che musicisti, ballerini, scultori, attori, artisti in generale. Quest’ultimi, inoltre, avranno statisticamente meno probabilità di successo nel trovare un lavoro appagante e conforme ai propri studi.

Eppure chiunque può sfruttare la propria intelligenza nel lavoro quotidiano in modo creativo e totalmente distintivo, indipendentemente dalle proprie attitudini.

Pensiamo di conoscere la risposta alla domanda “Quanto sei intelligente?”. In realtà la domanda è sbagliata. La domanda giusta da fare è “Come sei intelligente?”. 

La prima ipotizza un modo preciso per misurare l’intelligenza e la possibilità di ridurre l’intelligenza ad un numero o a un quoziente di qualche genere. La seconda afferma che esistono molti modi di esprimere l’intelligenza e che non esiste una scala per misurarla.

Le tre caratteristiche dell’intelligenza umana

L’intelligenza umana sembra aver almeno tre caratteristiche principali. La prima è che è straordinariamente diversificata. La molteplicità delle forme di intelligenza è uno dei cardini fondamentali della teoria dell’Elemento.

La seconda caratteristica dell’intelligenza è che è meravigliosamente dinamica. Il cervello umano è intensamente interattivo: ne usiamo più parti in ogni cosa che facciamo. In effetti, è proprio nell’uso dinamico del cervello, nella capacità di trovare nuove relazioni tra le cose, che consiste la vera conquista. Albert Einstein, per esempio, quando si trovava di fronte a un problema, si metteva a suonare il violino. Poi all’improvviso, mentre stava suonando (anche a notte fonda), gridava eccitato: “Ci sono!”.

La terza caratteristica dell’intelligenza è che è assolutamente distintiva. L’intelligenza di ognuno di noi è unica come le impronte digitali. Possono esistere sette, dieci o cento forme diverse di intelligenza, ma ogni persona le usa in modo diverso.

creatività, qi, quoziente intellettivo

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