Il morso del cane che salvò una squadra dalla retrocessione

Il Torquay United, durante la stagione di calcio inglese del 1986/87 (League One) giocava per la salvezza. Questa squadra di provincia non aveva mai avuto la pretesa di vincere il campionato, eppure era sempre riuscita a cavarsela in un modo o nell’altro.
Moreno Sangermano
7 Dicembre 2020
News

Il Torquay United, durante la stagione di calcio inglese del 1986/87 (League One) giocava per la salvezza. Questa squadra di provincia non aveva mai avuto la pretesa di vincere il campionato, eppure era sempre riuscita a cavarsela in un modo o nell’altro.

Questa volta però era stata istituita per la prima volta la retrocessione automatica per l’ultima classificata. Arrivati all’ultima giornata di campionato questa era la situazione a fondo classifica:

LONDON CITY 48 punti
TORQUAY 47 punti
BURNLEY 46 punti

Quel sabato 9 maggio 1987, dunque ultima giornata di campionato – e destinata a passare alla Storia – il Torquay fronteggia in casa il Crewe (squadra di centro classifica ormai salva). I quattromila tifosi sugli spalti sanno di assistere, con molta probabilità, all’ultima partita della storia della città: la retrocessione avrebbe infatti certamente portato al fallimento lo storico club. Invece ciò che sta per accadere ha dell’incredibile… questa incredibile storia è stata raccontata anche in un documentario su Netflix, dal titolo LOSER.

Una foto del Torquay Stadium

Le cose non vanno bene per il Torquay: alla fine del primo tempo è sotto di due gol! E come se non bastasse arriva la notizia che il Buntley (ultima in classifica) sta vincendo.

A peggiorare ulteriormente la situazione, la tensione serpeggiante tra i tifosi inizia a trasformarsi in viva protesta, al punto che in campo iniziano a volare pezzi di recinzione e la polizia è costretta a creare un cordone di sorveglianza tra il pubblico e i giocatori, ogni agente ha con sé un cane poliziotto, allo scopo di scoraggiare eventuali invasioni di campo.

Poi accade l’inaspettato: Jim McNichol, terzino del Torquay, segna un gol su punizione, 2 a 1.

Il gol di Jimmy riaccende le speranze

Il pubblico si esalta: adesso c’è speranza! Con un pareggio infatti il Torquay sarebbe stato comunque salvo per differenza reti.

Ma la sfortuna sembra davvero avere scelto questa squadra come vittima prediletta.

A 10 minuti dalla fine, la palla finisce in calcio d’angolo. Lo stesso McNichol, autore del gol, corre verso la bandierina… ma non presta attenzione a Bryn.

Bryn è un cane poliziotto, il pastore tedesco gestito dall’agente John Harris che, concentrato sulle tribune, non può fare nulla per fermare ciò che sta per accadere.

Bryn morde il giocatore su una coscia, probabilmente per averlo visto sbucare all’improvviso alle sue spalle. Jim McNichol cade a terra, sanguinante. Sugli spalti scoppia il finimondo: il pubblico inizia a inveire contro l’agente, che a malapena si è accorto dell’accaduto. La tensione sale alle stelle. Per giunta il Torquay ha esaurito le sostituzioni.

Il momento in cui il giocatore del Torquay viene morso dal pastore tedesco Bryn: nemmeno i giocatori, all’inizio, erano riusciti a comprendere ciò che era realmente accaduto.

Jim McNichol dopo essere stato medicato decide strenuamente di restare in campo, seppur palesemente claudicante, e l’arbitro assegna 4 minuti di recupero mentre arriva la notizia del secondo gol dello Swensea contro il Lincoln City: il pareggio salverebbe ufficialmente il Torquay dalla retrocessione.

All’ultimo minuto di recupero, Paul Dubson, attaccante del Torquay riesce a rubare palla agli avversari e a segnare la rete del pareggio! Il Torquay è salvo! Vi lasciamo immaginare la bolgia che seguì.

Tutti i giocatori si lasciarono andare a festeggiamenti sfrenati, eccetto il povero McNichol, portato di corsa in ospedale: serviranno 17 punti di sutura sulla coscia per fermare l’emorragia.

Il cane Bryn diventò la nuova mascotte della squadra. McNichol, una volta ripresosi dall’infortunio, incontrò il cane e l’agente di polizia nel giardino di casa sua. Anche il presidente del Torquay volle incontrare il cane: lo omaggiò con un gigantesco osso e una sciarpa della squadra.

Bryn e McNichol fanno… pace.

L’agente John Harris rimase in servizio con il cane Bryn fino all’ultimo giorno di lavoro. Quando entrambi andarono in pensione, il cane restò al suo fianco anche nella vita. Purtroppo Bryn morì dopo solo 1 anno dal congedo, l’agente Harris conservò le sue ceneri in casa.

calcio, cane

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti per restare aggiornato sulle storie e i casi studio dei nostri clienti.


© 2020 Musa Studio.
Privacy and Cookie Policy.

Contatti