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Dove si nasconde il punto di forza di un’azienda?

Moreno Sangermano
2 Settembre 2020
News

La nostra epoca è quella dell’elogio della tecnica. La tecnica per fare soldi, la tecnica per mettere su muscoli, la tecnica per aumentare la visibilità sul web.

Parliamoci chiaro: la tecnica è importante; un fattore essenziale, che distingue il professionista dal novizio.

Il rischio è che l’esaltazione dell’aspetto tecnico annulli l’originalità e la creatività, seppellendo sotto una tonnellata di numeri la caratteristica che rende unica quell’azienda, che poi è il motivo per cui il cliente la sceglie.

Il punto di forza

Spesso non è così facile capire quale sia questo punto di forza, a volte nemmeno per chi l’azienda l’ha fondata… anzi forse è proprio perché queste persone sono troppo invischiate al suo interno che sfugge il quadro generale.

Il modo migliore per capire il punto di forza di un’azienda, secondo chi scrive, è capire le persone che ne fanno parte. Ascoltare la loro storia.

L’intervista bislacca

MORENO: “Stiamo intervistando per voi: Matteo Ferretti. Co-fondatore di Musa Studio, insieme al brillante e geniale Moreno Sangermano. Matteo, sto scrivendo un articolo sul come trovare il punto di forza di un’azienda…”

MATTEO: “Moreno, io sto lavorando…”

MORENO: “Ci metteremo pochissimo. Dicevo: potresti dirmi un tratto della tua personalità che hai fedelmente trasmesso (anche non volontariamente) da te alla tua azienda, cioè alla nostra?”

MATTEO: “Ma è un test? Tipo quelli che ti rivelano quale personaggio dei fumetti saresti…?”

MORENO: “… non ti seguo”

MATTEO: “Lascia stare. Devo rispondere adesso?”

MORENO: “Sono i nostri lettori che te lo chiedono” [guardandolo intensamente negli occhi]

MATTEO: “Il cuore. Qualsiasi cosa faccio, come la musica, lo sport, ogni progetto della mia vita… io lo prendo veramente a cuore. E questo lo faccio anche con i clienti. Abbiamo detto di no ad alcuni clienti anche per questo: non ci avrei messo abbastanza cuore. Parlo della capacità di mettersi in gioco completamente… il sacrificio…”

MORENO: “Sì sì vabbè, sei stato chiaro. Basta così grazie”,

MATTEO: “Finito? Che è uscito fuori?”

MORENO: “… non ti seguo”

MATTEO: “Quale personaggio dei fumetti sono?”

Il secondo passo

Porsi domande elementari, che vi permettono di tornare indietro nel tempo, fino al momento in cui la vostra azienda era solo un sogno sbiadito dentro la vostra testa… probabilmente il punto di forza si nasconde lì.

Una volta individuato, c’è un passaggio ulteriore da fare, un passaggio cruciale. Quel punto di forza, quella chiave che vi contraddistingue deve essere fusa con la vostra identità.

Sì, se volete potete intendere la parola “identità” così come la descrivono i libri di marketing, però io vorrei andare ancora un po’ più in là. Non è solo il nome, non è solo il marchio o lo slogan.

L’identità deve coincidere con l’azienda, si deve respirare nel momento in cui si mette piede nel vostro negozio (o si entra sul vostro sito).

L’identità deve essere condivisa: dal vostro staff, e perfino dai vostri clienti, quando parlano di voi ad altri potenziali clienti. Mi pare ovvio che per fare ciò l’identità non deve essere solo concreta e consolidata, deve essere potente.

C’è solo un modo per aumentarne la potenza: trasformarla in un’idea.

Un’idea diventa un’entità a sé stante, replicabile, condivisibile… continua a vivere anche quando è lontana dalla sua origine.

Adesso sto parlando di pubblicità.

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