La vera crudeltà della guerra: Niente di nuovo sul fronte occidentale

“Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Edward Berger è il primo adattamento cinematografico tedesco dell’omonimo classico di Erich Maria Remarque. Il film, targato Netflix e candidato agli Oscar, non è il solito film di guerra: ecco perché.
11 Novembre 2022
Nulla di nuovo sul fronte occidentale

“Niente di nuovo sul fronte occidentale” racconta l’avvincente storia di Paul Bäumer (interpretato dall’attore Felix Kammerer), un giovane soldato tedesco in prima linea a ovest durante la Grande Guerra. Paul e i suoi commilitoni vivono sulla propria pelle l’euforia iniziale per il conflitto che si trasforma inevitabilmente in paura e disperazione, mentre in trincea combattono per la propria sopravvivenza. 

Il film diretto da Edward Berger è tratto dal celebre bestseller omonimo di Erich Maria Remarque, veterano della Prima Guerra Mondiale. Il romanzo fu pubblicato alla fine di Gennaio del 1929; il suo successo fu talmente immediato che vendette, nei soli primi 18 mesi, oltre 2 milioni e mezzo di copie tradotte in 22 lingue.

La trama del film

Paul Bäumer, giovane studente delle superiori, rimane affascinato a scuola dai discorsi patriottici del suo insegnante e si offre immediatamente volontario per prestare servizio nell’esercito militare tedesco, pur non sapendo cosa lo avrebbe atteso.

Insieme a lui, anche i suoi compagni di classe decidono di arruolarsi. Hanno tutti diciannove anni e sono convinti di vivere una grande avventura, di essere destinati a diventare eroi della propria patria. Tuttavia, con il passare del tempo, l’avventura si trasforma in tragedia, in cui i vincoli di sostegno e cameratismo che servivano a superare le atrocità e le difficoltà quotidiane, svaniscono a causa degli orrori delle trincee.

Un dramma psicologico piuttosto che di azione

Le immagini della nuova edizione di Edward Berger di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” a volte sono difficili da sopportare: angoscia e terrore pervadono il sentimento del film. Non è il primo adattamento cinematografico del classico di Remarque, ma è il primo adattamento cinematografico tedesco.

Una scena tratta dal film

Il film non vuole essere né un’accusa né una confessione. Mostra semplicemente la spietatezza della guerra, l’insensatezza di come centinaia di migliaia di uomini vengono sacrificati. È sporco e brutale, ci sono scene di mischia con schizzi di sangue sulla telecamera e fango ovunque. Le scene di guerra sono difficili da digerire, ma il film vuole deliberatamente evitare il fascino degli orrori della guerra. 

“Secondo me, il fatto che lo spettatore non fosse affascinato dall’orrore di tutte queste scene brutali, ma che abbia sempre distolto lo sguardo, ha avuto successo“, afferma l’aiuto regista Claudia Junk

Il film di Berger è realistico e doppiamente agghiacciante visti anche gli attuali sviluppi della guerra in Ucraina. Il remake di Netflix mostra l’orrore al fronte ed è un potente promemoria della guerra attuale. Berger afferma in un’intervista: 

“Fondamentalmente, la storia non è cambiata. 100 anni fa, i giovani entrarono in guerra e furono persuasi dai demagoghi attraverso la propaganda e la manipolazione a farlo con tempeste di entusiasmo. È lo stesso oggi. Questo non è cambiato”.

Il film colpisce per la sua messa in scena realistica, violenta e attuale.

La realtà della guerra è stata probabilmente anche più dura di quella che il film mostra nelle drastiche scene di violenza. Edward Berger dice che rinunciare alla rappresentazione della violenza o abbellirla gli sarebbe sembrata una bugia.

Film di guerra: un filo conduttore che sembrava interrotto

È risaputo che i film di guerra attirino una gran parte di spettatori al cinema e non solo. Nonostante ciò, è sotto gli occhi di tutti che dal capolavoro di Steven Spielberg “Salvate il soldato Ryan” in poi, non c’è stato un film di guerra serio, che abbia avuto intenzioni di raccontare a fondo le sensazioni provate nei campi di battaglia. 

Matt Damon, in una scena tratta dal film Salvate il soldato Ryan

La guerra riassunta per immagini e suoni da Spielberg che ha condizionato tutto il cinema a seguire, apre anche questa nuova trasposizione del romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, e lo fa attraverso un’ottima tecnica che invita lo spettatore a chiedersi perché un film di questa portata non venga proiettato anche nelle sale, oltre alla distribuzione digitale.

Quel momento in cui un esercito parte alla carica unendo concitazione, velocità, molto rumore e morte praticamente certa di tutti. Quel momento in cui viene mostrata la verra guerra di trincea, caratterizzata da assalti futili, disperazione dei ragazzi e morte nella terra di nessuno sono i veri elementi di forza del film.

Niente di nuovo sul fronte occidentale è una parabola che mette insieme le vite e le illusioni di giovani ragazzi lungo quel conflitto. 

Un film che narra l’orrore di quella guerra, di tutte le guerre: un monito rivolto agli attuali governi e alle nuove generazioni a perseguire obiettivi di pace e integrazione.

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