Tra il dire e il fare c’è di mezzo… il fare

Moreno Sangermano
17 Settembre 2020
Storie

Cosa c’è di più terribile della paura di perdere tutto? Dieci anni di sacrifici, di tempo sottratto alla famiglia e agli amici. Dieci anni di investimenti, di soldi messi da parte. Persone, collaboratori, amici… volti familiari che si mescolano e un senso di panico crescente. Quella terribile sensazione di aver dimenticato come si respira…

Alessandro, fondatore insieme a Maurizio della 2D Impianti Srl, ci racconta le sue sensazioni durante il lockdown di marzo e aprile 2020, uno dei rari momenti della sua vita in cui lo sconforto ha provato a prendere il sopravvento su tutto il resto.

Guarda per terra nel momento in cui gli chiedo se pensava davvero che non ce l’avrebbe fatta. Probabilmente non ha voglia di scoprire quali saranno le sue prossime parole.

Allora gli chiedo che cosa ha fatto quando è stato il momento di ripartire:

“Ci siamo giocati il tutto per tutto”.

Molte aziende hanno dovuto far rientrare i loro dipendenti in maniera parziale, a turnazione… Alessandro e Maurizio hanno richiamato al lavoro TUTTI, anche se non sapevano nemmeno quali e quanti di loro avrebbero effettivamente lavorato.

Non solo: hanno aumentato il loro budget di investimento nella pubblicità.

“O la và o la spacca”.

Ci dice Alessandro, riacquistando il sorriso.

Nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio e Agosto 2020, 2D Impianti registra un +75% di fatturato rispetto al 2019. 

 

Il segreto

Investimento nel lungo termine, perseveranza, coraggio e un po’ di fortuna. Tutta qui la ricetta del successo di 2D Impianti? Manca ancora un aspetto fondamentale. La relazione con i collaboratori.

La semantica è importante. Alessandro, durante il suo colloquio, i suoi dipendenti li chiama sempre così. Collaboratori.

“Io e Maurizio prima di fondare la società siamo stati sul campo, abbiamo lavorato per altre ditte ed eravamo dipendenti. Mi faceva male la pancia tutte le mattine. Quando abbiamo aperto la società ci siamo detti che i nostri collaboratori non avrebbero dovuto mai e poi mai avere il mal di pancia”.

“Un lavoratore che sta male” prosegue Alessandro “lavora male, non accontenta il cliente e danneggia l’azienda in maniera irreversibile”.

Il bravo imprenditore ogni tanto deve alzare la testa dai fogli e dai numeri e rendersi conto dello stato emotivo dei suoi collaboratori. L’obiettivo non è accontentarli a ogni costo, questo sì che sarebbe utopistico. 

Qui si parla di ascoltare.

“Ricordo un episodio che è accaduto qualche tempo fa. Era un momento molto stressante, eravamo pieni di lavoro, e questa fortunatamente non era una novità, però a livello personale avevo un ulteriore carico a causa di problematiche amministrative”.

Confessa Alessandro.

“Mi ero reso conto che un paio di miei collaboratori avevano un atteggiamento un po’ scostante, diverso dal solito. Nel momento in cui ho provato ad affrontare il problema mi sono sentito rispondere che non avrei dovuto preoccuparmi, che sapevano che io avevo altro di più importante di cui dovermi occupare”.

Questo passaggio è cruciale. Il collaboratore percepisce che il proprio stato emotivo sia meno importante di tutto il resto per il suo datore di lavoro, e quindi non prova nemmeno a comunicarlo.

Immaginatevi l’effetto domino che può provocare tutto questo. Vi assicuriamo che non ci sono piani di marketing che tengano: qualsiasi attività imprenditoriale è destinata al fallimento.

 

Formazione 

Quanto diventa cruciale in questo senso la formazione, l’affiancamento che Alessandro e Maurizio intraprendono con i nuovi arrivati. Non parliamo solo di un trasferimento di tecnica, di nozioni… è importante trasferire la visione dell’azienda, la sua filosofia e la sua storia, la direzione verso cui si sta andando.

“Io voglio creare figure autonome. Non devono essere dipendenti da me o dall’azienda, in nessun modo. Voglio persone che intendono crescere… perché qui da noi crescono davvero. Se hai una persona nel tuo staff che vuole crescere, e tu la ostacoli, un giorno se ne andrà, diventerà un tuo concorrente – e anche sleale, perché conosce tutti i tuoi segreti – questo vale anche per le aziende con cui siamo partner. Non si devono mai ostacolare i progetti dell’altro”.


Alessandro vede proprio nella formazione, il futuro di 2D Impianti.

“Vogliamo insegnare la professione. Non solo come riuscire a fare una buona assistenza tecnica, vogliamo insegnare il nostro modello vincente, dalla scelta dei fornitori a quella dei collaboratori, passando per le scelte di marketing e per le scelte imprenditoriali”.

 

Atteggiamento

“Vogliamo insegnare l’atteggiamento. L’atteggiamento è fondamentale, a ogni livello. Pensiamo a uno dei nostri tecnici che entra nella camera da letto di un cliente. La camera da letto è un luogo sacro, e lui in quel momento lo sta violando. Deve comportarsi con un atteggiamento di rispetto”. 

Perseguire il giusto atteggiamento è cruciale per il successo di un’impresa. Qualsiasi imprenditore dovrebbe chiedersi se il suo atteggiamento contribuisce in maniera positiva o negativa rispetto alle sorti della sua azienda, nel lungo termine.

Questa è una domanda scomoda, e non è facile trovare il coraggio per rispondere.

 

2D Impianti Srl
VIA DI BRAVETTA, 121 – Roma
VIALE FURIO CAMILLO, 83 – Roma
06 6663284
info@2dimpianti.it
www.2dimpianti.it

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