Fuori dal sogno faceva freddo: il mito di Pietro Mennea

Pietro Mennea è stato una leggenda sportiva: tanti ori olimpici, quanti record mondiali. Ma tutte le leggende nascono da un sogno: quello di conquistarlo.
Matteo Ferretti
28 Ottobre 2020
News

Pietro Paolo Mennea è nato a Barletta il 28 giugno 1952, papà sarto, mamma casalinga, tre fratelli e una sorella. Oltre all’attività politica, saggistica e alle quattro lauree, ha avuto il tempo di guadagnarsi il soprannome “La freccia del sud”.

Campione olimpico dei 200 metri a Mosca nel 1980, primatista mondiale, record detenuti fino a pochi anni fa: i suoi ori lo hanno trasformato in una leggenda sportiva.

Ma, come tutte le leggende, il suo esordio non è stato così semplice. Il suo fisico era esile, con una percentuale di massa magra troppo al di sotto degli standard agonistici. Pesava 68kg. Il suo allenatore gli intimò “mangia più bistecche”. Ma il suo motto “fuori dal sogno faceva freddo” risuonava incessantemente dal profondo del suo cuore.

In un’intervista rilasciata pochi anni fa alla TV, Pietro Mennea ha rivelato il segreto del suo successo: la costanza

Si allenava 6 ore al giorno per 350 giorni l’anno. Lo ha fatto per più di 20 anni. Mai uno strappo, mai un evento importante saltato.

Ecco le sue parole:

“Se potessi tornare indietro, mi allenerei 8 ore al giorno, non 6. La superficialità non porta da nessuna parte. Se lavori costantemente per ciò che ami, si vince sempre.”

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